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Musica, scienza e rilassamento

come l’ascolto di specifiche melodie puo’ migliorare la qualita’ del sonno

Che la musica abbia il potere di interagire positivamente con i nostri stati mentali può apparire ovvio, ma negli ultimi anni gli studi scientifici a riguardo hanno ulteriormente indagato questo legame.
Nello specifico è emersa evidenza che l’ascolto musicale possa aiutare attivamente il rilassamento e migliorare la qualità del riposo, a tal punto da risultare efficace contro disordini del sonno e insonnia.

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Infatti, fra il 2014 e il 2015 ben due review sistematiche (ovvero studi che hanno raccolto e rianalizzato i risultati di decine di studi scientifici precedenti) sono risultate concorde nell'affermare che l’ascolto di musica possa migliorare la qualità del sonno, perfino di pazienti con disordini del sonno cronici.

Nel 2019 poi un nuovo studio dell’università di Kanagawa si è spinta ad individuare quali specifiche caratteristiche debba avere la musica da impiegarsi con tale fine.
Melodie caratterizzate da un tempo lento (sotto gli 85 BPM), pochi cambi di ritmo, così come una struttura armonica semplice (poca “densità” delle note) e una moderata quantità di cambi nell’altezza delle note sono tutte caratteristiche che aiuterebbero il cervello dell’ascoltatore a raggiungere un maggior grado di rilassamento.

Si tratta certamente di un ambito di indagine caratterizzato da un’elevatissima complessità e che richiederà quindi ulteriori studi per identificare con maggiore precisione il contributo relativo delle varie caratteristiche della musica nel determinare l’efficacia complessiva.

Riferimento:
https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD010459.pub2/epdf/full

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23582682

http://mmd.iammonline.com/index.php/musmed/article/view/643/pdf

MUSICA, SCIENZA E RILASSAMENTO

COME L’ASCOLTO DI SPECIFICHE MELODIE PUO’ MIGLIORARE LA QUALITA’ DEL SONNO

Che la musica abbia il potere di interagire positivamente con i nostri stati mentali può apparire ovvio, ma negli ultimi anni gli studi scientifici a riguardo hanno ulteriormente indagato questo legame.
Nello specifico è emersa evidenza che l’ascolto musicale possa aiutare attivamente il rilassamento e migliorare la qualità del riposo, a tal punto da risultare efficace contro disordini del sonno e insonnia.

Innersee,seensoria,chaise,longue,chaiselongue,benessere,innovativa,tecnologica,smart,Mogliotti,Biancofiore,Elena,validazione,scientifica,ricerca,psicofisico,insideness,percorsi,vita,spa,terme,hotel,resort,destinationspas,healthresort,medicalspa,ospitalità,Torino,design,pietra,legno,pelle,trasparente,stress,ansia,ambienti,novità,esclusività,madeinitaly,business,quiete,spazi,tempi,pensieri,emozioni,tecnologia,brevetti,patent,marchi,sensazioni,fisiche,mentale,depressione,disagio,promozione,salute,spa,wellness,consumatore,psico fisico,quotidiano,diminuire,esclusività,studi,pilota,variabilità,interbattito,conduttanzacutanea,olofonico,d,luce,colori,altarisoluzione,interfaccia,utente,gui,tablet,gruppo,termoregolabile,seduta,riscaldamento,sensori,rumore,ambientale,luminosità,vicinanza,presenza,nfc,onde,algoritmo,scenografico,centri,posizionamento,medio alto,aree,psicoterapeuta,psicologo,neuroscienze,cliente,produzione,fiera,sia,guest,hi tech,umore,globalsummit,,,multisensoriale,sensoriale,sensi,tatto,udito,vista,olfatto,vibrazioni,video,suoni,natura,musiche,immagini,k,binaural,feedback,scenari,animazioni,cromatiche,voce,guida,frequenze,sonore,music,therapy,onda,tattile,rilassante,attivante,introspettivo,vitalità,energia,stimoli,lucidità,rilassamento,rilassare,rigenerare,sentire,rigenerarsi,prendersicura,metodi,stimolazione,journals,peer reviewed,scienza,cognitiva,università,iso,isobenessere,starpool,nilo beauty,lemigroup,brusaferri,stenal,

Infatti, fra il 2014 e il 2015 ben due review sistematiche (ovvero studi che hanno raccolto e rianalizzato i risultati di decine di studi scientifici precedenti) sono risultate concorde nell'affermare che l’ascolto di musica possa migliorare la qualità del sonno, perfino di pazienti con disordini del sonno cronici.

Nel 2019 poi un nuovo studio dell’università di Kanagawa si è spinta ad individuare quali specifiche caratteristiche debba avere la musica da impiegarsi con tale fine.
Melodie caratterizzate da un tempo lento (sotto gli 85 BPM), pochi cambi di ritmo, così come una struttura armonica semplice (poca “densità” delle note) e una moderata quantità di cambi nell’altezza delle note sono tutte caratteristiche che aiuterebbero il cervello dell’ascoltatore a raggiungere un maggior grado di rilassamento.

Si tratta certamente di un ambito di indagine caratterizzato da un’elevatissima complessità e che richiederà quindi ulteriori studi per identificare con maggiore precisione il contributo relativo delle varie caratteristiche della musica nel determinare l’efficacia complessiva.

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